Articolo

Verbale riunione del 19 dicembre 2008

Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona

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COMMISSIONE DEONTOLOGIA

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Convocata a mezzo e-mail, la Commissione si è riunita oggi 19 dicembre 2008 alle ore 10,00 presso la sede del Consiglio dell’Ordine in Verona, Palazzo di Giustizia. Presenti: il Presidente Avv. Carlo Trentini, il Coordinatore Avv. Giannantonio Danieli, il segretario Avv. Marisa Bonanno, i Consiglieri Avv.ti Paolo Bogoni e Giuliano Dalfini, gli Avvocati: Paolo Pezzo, Luca Venturini, Maurizio Tolentinati, Aldo Bulgarelli. Assenti giustificati: Avv.ti: Mauro Regis, Luigi Pasetto, Alessandro Rigoli, Donatella Gobbi, Emanuela Pasetto, Michele Tommasi.

Ordine del giorno:

- pareri degli iscritti ed esame siti web;

- esame di studi e proposte di riforma della legge professionale;

- varie ed eventuali

- Sul punto 1): si esaminano i siti web segnalati dagli iscritti, come da comunicazioni del Consiglio, con precedenza a quelli già rinviati all'esito della scorsa riunione del 10.10.2008.

I. Segnalazione sito XXXXXXX (ricevuta dal Consiglio a mezzo e-mail in data 23.06.2008) – (da rinvio riunione Commissione del 10.10.2008):

la Commissione ritiene che le materie trattate dallo studio siano indicate in modo generico. Manca, fra i dati obbligatori, l'indicazione del foro di appartenenza. Non Vi sono altri rilievi di sostanza. La registrazione del dominio appare regolare.

II. Segnalazione sito web XXXXXXXXX (ricevuta dal Consiglio a mezzo e-mail in data 14.07.2008): il sito non è ancora visibile. Il segretario ha contattato l'istante il quale intendeva solo sapere se, ai fini della segnalazione ex art.17 CDF, il sito deve essere già on-line; sarà infatti visitabile ai primi dell'anno nuovo. La Commissione ne rinvia quindi l'esame alla prossima seduta.

III. Segnalazione sito web XXXXXXXX (nuova richiesta del Consiglio via e-mail del 26.11.2008). Sul sito di soggetto non iscritto all'Albo di Verona, già esaminato dalla Commissione nella seduta del 11.7.2008 con numerosi rilievi, il Consiglio chiede “approfondimento teso all'individuazione dell'Ordine competente all'esercizio del potere disciplinare”.

Richiamate le precedenti osservazioni dell'11.7.2008 la Commissione ritiene che mentre il generico potere di “vigilanza” ai fini di verifica della conformità dei mezzi informativi alle disposizioni del CDF spetti al COA d'appartenenza del titolare del sito, il potere disciplinare debba seguire il criterio indicato dalla legge professionale (art.38; “...La competenza a procedere disciplinarmente appartiene tanto al direttorio del sindacato che ha la custodia dell’albo in cui il professionista è iscritto, quanto al direttorio del sindacato nella giurisdizione del quale è avvenuto il fatto per cui si procede; ed è determinata, volta per volta, dalla prevenzione. Il direttorio del sindacato che ha la custodia dell’albo nel quale il professionista è iscritto è tenuto a dare esecuzione alla deliberazione dell’altro direttorio....”) .

Nel caso di violazione commessa per il tramite della rete internet, assimilabile ad altri mezzi di informazione al pubblico (stampa radio e televisione) il fatto lesivo (sia esso violazione del decoro, accaparramento di clientela, uso di pubblicità elogiativa e/o turbativa dell'immagine della categoria) può dirsi avvenuto, laddove percepito nella sua specifica lesività. Si richiama alcuna giurisprudenza penale in materia di diffamazione a mezzo internet: Cass. Pen. 25.07.2006 n.25875, intendendo la diffamazione quale reato di evento, lo ha ritenuto consumato nel momento e nel luogo in cui i terzi ne abbiano percepito l'espressione ingiuriosa e quindi “nel caso in cui frasi o immagini lesive siano state immesse nel web, nel momento in cui il collegamento venga attivato”. La più nota Cass. 8.5.2002 n.6591 individua il “forum delicti commissi” nel luogo di verificazione dei lamentati danni in conseguenza dell'evento diffamatorio, e quindi “nel luogo in cui il soggetto offeso abbia il suo domicilio, atteso che, essendo il domicilio la sede principale degli affari e degli interessi, esso rappresenta il luogo in cui si realizzano le ricadute negative dell'offesa”.

Calando i sopraesposti principi nel ravvisato illecito disciplinare, può ritenersi commesso il fatto e verificato l'evento stigmatizzati nelle singole norme deontologiche di riferimento, laddove la condotta pubblicitaria e/o concorrenziale venga percepita dal pubblico dei consumatori e degli altri avvocati che risentano della ricaduta negativa dell'offesa (al decoro, alla concorrenza, alla reputazione della classe forense).

IV. Segnalazione sito XXXXXXXXX (prot. 7133/08 del 29.9.2008): la Commissione ritiene sovrabbondante, anche se non contraria al disposto CDF, l'elencazione delle materie trattate. Da ricerca nella banca dati dell'autorità preposta all'assegnazione dei domini (NIC) il dominio erremmeavvocati.com non risulta registrato. Pertanto non è stato possibile verificare la corretta intestazione del medesimo ai fini della proprietà o diretta riconducibilità di cui all'art.17-bis.

V. Segnalazione sito XXXXXXX (prot. n.7195/08 del 30.9.2008): l'istante richiede eventuali osservazioni sulle parti “letterarie e o grafiche”. La Commissione non ha particolari rilievi in merito, se non sull'equivocità della citazione, avulsa probabilmente dal suo naturale contesto, “essere innocenti è pericoloso perchè non si hanno alibi”. La frase è “ruotante” e periodicamente sostituita da altre delle quali non si può valutare la pertinenza con l'attività professionale svolta. Si evitino, comunque, citazioni non strettamente pertinenti e comprensibili per il pubblico.

Si segnala che da ricerca nella banca dati dell'autorità preposta all'assegnazione dei domini (NIC) il dominio XXXXXXXX intestato a XX, senza recapiti e indicazione dello studio. Non risulta pertanto direttamente “riconducibile” all'avvocato o associazione, come prescritto dall'art.17-bis.

VI. Segnalazione sito XXXXXXXXX (prot. n.7833/08 del 20.10.2008): non vi sono particolari rilievi di sostanza ma né il nome a dominio in sé (cortolex.it) né la sua intestazione presso l'autorità preposta (NIC) risultano regolari e cioè direttamente riconducibili al professionista o all'associazione. Il dominio è infatti registrato da YYYYYYYY (?) e ne risulta amministratore YY (?). La Commissione ritiene che, nonostante la diretta riconducibilità dei contenuti, anche gli estremi di registrazione debbano essere riferiti con chiarezza al professionista per esigenze di trasparenza e di individuazione del responsabile di eventuali illeciti, oltre che in ossequio al generale dovere di indipendenza.

VII. Segnalazione sito XXXXXXXX (prot. n.7506/08 del 09.10.2008): il sito non è attualmente raggiungibile. Se ne rinvia l'esame alla prossima seduta.

VIII. Segnalazione sito XXXXX (prot. n.7449/08 del 20.10.2008): la Commissione rileva che i dati informativi obbligatori dello studio non sono evidenti. Da ricerca nella banca dati dell'autorità preposta all'assegnazione dei domini (NIC) il dominio ctsa.com risulta genericamente intestato alla corrispondente associazione professionale, ma senza recapiti.

La Commissione riterrebbe utile una raccomandazione generale, da parte del Consiglio su: 1) completezza e visibilità dei dati informativi obbligatori; 2) maggiore precisione e misura nell'indicazione delle attività prevalenti svolte perchè non diventino pleonastiche ed inveritiere; 3) inutilità delle segnalazioni di siti non ancora pubblicati (cioè immessi in rete e non stampati da una versione locale del sito), perchè la segnalazione diviene altrimenti inutile e non rispondente all'intento dell'art.17-bis (permetterne il monitoraggio).

PARERI:

I. Richiesta Avv. XXXXX, (trasmessa dal Consiglio con e-mail del 20.10.2008): la Commissione ritiene che non ricorra conflitto d'interessi nella prospettata ipotesi di assistenza congiunta agli ex coniugi per le modifiche consensuali a sentenza di divorzio contenzioso, in cui il difensore istante aveva assistito uno solo dei coniugi, né dal punto di vista formale perchè l'incarico è conferito, appunto, congiuntamente e volontariamente dai coniugi, né sostanzialmente, perchè non v'è motivo di dubitare che eventuali informazioni assunte nel corso della precedente difesa individuale possano ingiustamente avvantaggiare uno dei due assistiti nella successiva difesa congiunta, al contrario di quanto paventato nelle fattispecie normative di cui agli artt. 37 e 51 CDF.

II. Richiesta Avv. XXXXX dell'8.10.2008 (trasmessa dal Consiglio con e-mail del 20.10.2008): la Commissione esprime parere negativo. La rubrica a stampa, come la sua pubblicità su altri mezzi informativi, possono essere gestite, previa segnalazione, presso organi di stampa (v. art.18) per esigenze culturali e di informazione del pubblico, ma non su siti o mezzi informativi di altri soggetti soprattutto se commerciali, perchè ciò, essendo volto non all'informazione generale ma ad incrementare “le visite” di quel particolare sito e quindi alla sua promozione, può concretare da parte dell'Avvocato, violazione degli artt.10 e 35 comma 2 CDF, venendosi a trovare quest'ultimo inserito in una struttura promozionale altrui. Si pensi, a fortiori, che il sito del professionista non può contenere riferimenti commerciali o pubblicitari a soggetti terzi (art.17-bis), E' evidente che neppure il professionista stesso possa apparire “incardinato” nello strumento pubblicitario di terzi.

A questo punto, vista l'ora tarda e l'esigenza di partecipare all'evento coristico organizzato dall'Ordine in Corte d'Assisi, il prosieguo della riunione viene rinviato a data da destinarsi.

La seduta viene tolta alle ore 11,50.

Il Segretario

Avv. MARIA S. BONANNO

Il Coordinatore

Avv. GIANNANTONIO DANIELI