Articolo

Verbale riunione del 3 luglio 2009

Ordine degli Avvocati di Verona
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COMMISSIONE DEONTOLOGIA
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Convocata a mezzo e-mail, la Commissione si è riunita oggi 03 luglio 2009 alle ore 11,30 presso la sede del Consiglio dell’Ordine in Verona, Palazzo di Giustizia. Presenti: il Coordinatore Avv. Giannantonio Danieli, il segretario Avv. Marisa Bonanno, il Consigliere Avv. Giuliano Dalfini, i Commissari: Franco Vinci, Michele Tommasi, Luca Venturini, Maurizio Tolentinati Assenti giustificati: Avv.ti: Aldo Bulgarelli, Mauro Regis, Luigi Pasetto, Alessandro Rigoli, Paolo Bogoni, Emanuela Pasetto, Paolo Pezzo.

Ordine del giorno:
- pareri richiesti dagli iscritti ed esame siti web;
- aggiornamenti sui seminari di formazione;
- varie ed eventuali.

- Sul punto 1): si esaminano i SITI WEB segnalati dagli iscritti, come da comunicazioni del Consiglio:
I. Segnalazione sito xxxxxx (prot. Consiglio n.2748 del 27.3.2009):
In relazione al predetto sito web l’istante ha comunicato al Consiglio non già “la forma ed il contenuto in cui è espresso”, come dispone l’art.17-bis CDF, bensì una mera dichiarazione d’intenti, inutile per la chiesta verifica. Il sito infatti non risulta esaminabile in quanto “under costruction”. La Commissione rinvia l’esame a nuova comunicazione di effettiva attivazione da parte dell’istante.
II. Segnalazione sito yyyyyyy (prot. Consiglio n.3650/09 del 24.04.2009:
La Commissione rileva che il sito appare assolutamente difforme da quanto dispone l’art.17-bis CDF, in quanto non è indicato il nome (rectius: prenome) del titolare e l’Ordine presso il quale è iscritto. Si citano non meglio precisati “collaboratori”. Incongrua l’espressione “Lo Studio, inoltre, è specializzato nel settore del diritto della famiglia” in quanto la legge vigente non contempla specializzazioni (cfr. HOME PAGE). Le “materie di attività prevalente” risultano sovrabbondanti (pag. ATTIVITA’) ed indicate in modo confuso (pag. FILOSOFIA). Molte espressioni promozionali non sono accettabili, in quanto non trasparenti, demagogiche e vagamente denigratorie dell’operato della categoria forense (cfr sezione PROFILO): “Il superamento della “barriera” tra avvocato e cliente, inutilmente elevata da infelice tradizione, rappresenta la rottura degli schemi del passato finalizzata a ridurre al minimo le preoccupazioni e le spese a carico del cliente”. “Lo Studio Legale Pozzati, inoltre, cerca da sempre di attuare una politica delle tariffe che permetta di adeguare i costi che il Cliente deve sostenere al valore ed alla complessità della posizione trattata, nonché alle sue condizioni personali. Da questo punto di vista, peraltro, lo Studio è in grado di proporre convenzioni particolarmente vantaggiose alle imprese che richiedano un'assistenza legale continuativa oppure che intendano commisurare i costi di giustizia al risultato effettivamente raggiunto”. “Lo studio legale richiederà, limitatamente alle consulenze e ai servizi legali resi integralmente on-line, la corresponsione di un onorario particolarmente concorrenziale, seppur nel rispetto della dignità e del decoro della professione.”
Il sito parrebbe predisposto da una azienda di marketing per realtà para-imprenditoriali.
Il segretario riferisce che il dominio risulta registrato presso l'autorità preposta all'assegnazione dei domini (NIC) da xx Studio Legale, senza altre indicazioni. La Commissione invita al completamento dei dati identificativi del titolare del dominio ed alla correzione dei contenuti.
III. Segnalazione sito ssssss (fax 15.4.2009 relativo a precedente protocollo Consiglio n.3325/09 – seduta Commissione 27.3.2009):
In relazione al sito già esaminato nella precedente riunione del 27.3.2009 ed alla successiva comunicazione degli iscritti, la Commissione osserva che nella stampata della registrazione prodotta il dominio risulta registrato a nome di ss via del Pontiere 8, Verona. Si ritiene consigliabile integrare l’anagrafica con gli identificativi professionali, per ragioni di trasparenza ed immediata identificabilità.
La Commissione osserva inoltre che le attività indicate con riferimento al settore penale appaiono inutilmente sovrabbondanti.
IV. Segnalazione sito zzzzzzz  (prot. Consiglio 3709/09 del 27.04.2009 relativo a precedente protocollo Consiglio n. 1529/09 del 16.02.2009 – seduta Commissione 27.3.2009):
La Commissione si riporta a quanto evidenziato nella riunione dello scorso 27.03., ritenendo poco significativo che le espressioni censurate possano ritrovarsi anche in altri siti di “primari studi legali nazionali”, stante l’indipendenza del potere interpretativo ed applicativo del CDF, nonché degli altri poteri disciplinare e di sorveglianza di ogni COA territoriale e, non ultimo, del diritto-dovere di diligenza ed autonomia di valutazione del singolo professionista.
Suggerisce la correzione della dizione “consulenza legale di alto profilo specialistico”, che risulta di enfatica e scorretta autoreferenzialità, e riferentesi a specializzazioni, oltretutto, indeterminate che non sono previste dalla vigente normativa professionale.
Con riferimento alla rilevata qualifica di “Agente di calciatori” esposta nella carta intestata dell’istante Avv. zz e sul suo curriculum sul sito web (prot. Consiglio 1529/09) la Commissione si riporta integralmente a quanto osservato nella precedente seduta del 27.03.2009, segnalando all’attenzione del Consiglio, per ogni determinazione di sua esclusiva competenza, il Parere della Commissione Consultiva CNF del 20.02.2008 n.10, recentemente pubblicato e riportato anche nel nostro sito, che per comodità si riporta: “Il quesito concerne la sussistenza di cause di incompatibilità tra l’esercizio della professione di avvocato e l’attività di agente di calciatori. La Commissione, dopo ampia discussione, adotta il seguente parere:
“Benché sia oggi consentito, entro certi limiti, il patto di quota-lite (cfr. art. 45, c.d.f., riformato a seguito della cd. “Legge Bersani”), resta ferma, a parere di questa Commissione, l’incompatibilità dell’attività di avvocato con quella di agente di calciatori, in quanto l’art. 3, RDL 27 nov. 1933, n. 1578, prevede quale espressa causa di incompatibilità, sia “l’esercizio di commercio in nome proprio o in nome altrui”, che “la qualità di …mediatore” è comunque da rilevare che la normativa professionale della F.I.G.C. prevede che “ai calciatori e alle società sportive non è consentito avvalersi dell’opera di un agente non iscritto nell’Albo, salvo che si tratti di un avvocato iscritto nel relativo albo, e per attività conforme alla normativa professionale vigente” (art. 5, reg. F.I.G.C.). Ne consegue che l’avvocato potrà svolgere attività professionale sia nell’interesse dei calciatori che di società sportive, senza necessità di iscriversi nell’albo degli agenti di calciatori, con la necessaria limitazione del rispetto della normativa professionale propria dell’avvocato.
Si conferma e si integra l’orientamento già espresso nel parere n. 16 del 27 aprile 2005, e nel parere n. 146 del 17 luglio 2003: pertanto il Consiglio dell’ordine degli avvocati dovrà negare l’iscrizione a colui che la richieda e non intenda rinunziare ad una precedente iscrizione nell’albo degli agenti di calciatori, ovvero coloro che già facciano parte di entrambi gli albi debbono optare per una delle due iscrizioni.”
La Commissione prende atto del fatto che l’Avv. ppppp non appaia a conoscenza della qualifica rivestita e pubblicizzata dall’Avv. zzzzz, anche sul sito comune, invitando i contitolari del network ad un migliore coordinamento, anche in considerazione della responsabilità che un professionista potrebbe, in ipotesi, assumere, per attività illecita o per pubblicità non consentita, esercitata dell’altro.
Sempre con riferimento ai profili professionali, rileva infine la Commissione come i “risultati sportivi” non risultino utili per una corretta informazione sull’esercizio professionale.

PARERI:
- Richieste dell’Avv.xx- prot. n.8878/08 del 17.11.2008 (da rinvio) e 4676/09 del 25.5.2009.
Le richieste vengono trattate unitariamente per sostanziale identità dei quesiti proposti.
Ritiene la Commissione che convenzioni fra Avvocati ed enti, associazioni e sindacati siano ammissibili nel rispetto dei doveri di dignità, decoro e trasparenza nonché, vieppiù, di indipendenza del professionista nei confronti del cliente. Analoghi principi devono informare l’attività informativa (cd pubblicità) svolta, con riferimento al predetto rapporto, tanto da parte del professionista, quanto dall’ente. Per tutte si riporta la seguente massima della decisione CNF 11-04-2003, n. 60: “Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché in contrasto con il dovere di indipendenza e probità propri della classe forense, l'avvocato che, sottoscrivendo una convenzione con l'associazione "giudici arbitrali", si obblighi a utilizzare per l'ufficio la denominazione "forum arbitrale", a rispettare l'esclusiva dell'attività con detta associazione, a fornire consulenza obbligatoria, indistintamente, a tutti gli utenti dell'associazione e, da ultimo, consenta alla pubblicità dell'attività attraverso il volantinaggio, così ponendo in essere una forma di accaparramento di clientela e di pubblicità vietata. (Nella specie, in considerazione del ravvedimento e della buona fede, la sanzione della censura e stata sostituita dalla più lieve sanzione dell'avvertimento). (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Torino, 27 novembre 2000).” Si consideri inoltre, sotto il profilo informativo, Cons. Naz. Forense 08-10-1993, n. 117: “Viene meno al dovere di indipendenza e fa dubitare della autonomia professionale l'avvocato che domicilia lo studio presso una società commerciale dandone notorietà sulla carta intestata dello studio, e successivamente costituisce una società a responsabilità limitata, accomunando sulla targa e al citofono la sede della società con quella dello studio legale (nella fattispecie è stata ritenuta equa la sanzione della sospensione per mesi due). (Rigetta ricorso contro decisione Consiglio Ordine Torino, 2 dicembre 1992). “
Tralasciando i sovrarichiamati casi-limite e con riferimento alle plurime domande poste dall’istante, impregiudicata ovviamente la libera discrezionalità disciplinare del Consiglio e quindi in via del tutto astratta e di principio, la Commissione, a seguito di discussione, così sintetizza le proprie conclusioni:
- l’Avvocato può convenzionarsi con enti o associazioni, verso adeguato corrispettivo anche forfettario, per prestare consulenze agli associati e a soggeti dei quali l’ente abbia la rappresentanza esponenziale. In tal caso, va rimarcato, il cliente è l’ente o l’associazione.
- la sede dell’ente convenzionato, presso cui possono venir prestate tali consulenze, non può essere (né apparire), in nessun caso, la sede dello studio legale;
- l’avvocato deve utilizzare tale recapito solo per consulenza agli iscritti dell’ente e non per ricevere i propri clienti;
- la presenza del legale non deve essere pubblicizzata in loco, né tantomeno con insegne, targhe o altri mezzi informativi del tipo “Avvocato dell’associazione …”; dovrà, anzi, evidenziarsi agli associati che l’Avvocato, pur prestando consulenza su incarico dell’Associazione, quanto ai contenuti, svolge tale attività con indipendenza e libertà da condizionamenti.
- il rapporto economico per l’attività di consulenza deve svolgersi fra Avvocato ed ente (cliente) con esclusione di pagamenti diretti da parte del singolo assistito (destinatario finale della prestazione); ciò per evitare che l’ente assuma il ruolo di “procacciatore di clientela”, con violazione dell’art.19 CDF;
- il rapporto professionale con il beneficiario deve essere comunque improntato al rispetto dei principi di assoluta libertà dell’utente, di riservatezza, di fiduciarietà e d’inesistenza di conflitti d’interessi;
- qualora, successivamente, in piena autonomia da qualsiasi condizionamento, l’utente della consulenza abbia a chiedere all’avvocato assistenza, straguidiziale o giudiziale, e l’avvocato abbia ad accettare, si instaurerà un nuovo rapporto, diretto fra Avvocato e destinatario della nuova prestazione professionale, anche sotto il profilo economico-contabile. Della realtà, della natura e delle conseguenze, di tale nuovo rapporto, il cliente dev’essere previamente e chiaramente informato. Il rapporto andrà gestito presso lo studio del professionista, nel rispetto delle vigenti tariffe professionali o di specifici accordi col cliente, comunque rispettosi della dignità e del decoro professionale; escluso ogni riconoscimento economico in favore dell’ente dal quale il cliente è pervenuto.
Null’altro avendo a deliberare, la seduta viene tolta alle ore 13,00.

Il Segretario
Avv. MARIA S. BONANNO

Il Coordinatore
Avv. GIANNANTONIO DANIELI