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Informazioni per il pubblico sulle formalità per accedere al Patrocinio a Spese dello Stato

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

SULLE FORMALITA’ PER ACCEDERE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

Il D.P.R. 30 maggio 2002, n.115 (T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), con le successive modifiche, attribuisce funzioni e competenze al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati in materia di patrocinio a spese dello Stato per la materia civile. In particolare il C.d.O.:

a) fornisce un servizio gratuito di informazione generica sui costi dei giudizi e sui requisiti, modalità e obblighi per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;

b) fornisce un servizio di consulenza per la valutazione nel caso specifico dell’opportunità di proporre un nuovo giudizio o di resistere in un giudizio da altri proposto;

c) valuta l’ammissibilità delle istanze di ammissione al patrocinio a spese dello Stato in materia civile.

I servizi di cui ai precedenti punti a) e b) sono forniti da Avvocati volontari incaricati dalle Associazioni rappresentative forensi, tutti i lunedì dalle 9 alle 12 presso la sede del C.d.O. di Verona in Piazza dei Signori 13.

Restano escluse dal sindacato del C.d.O. le domande di ammissione:

-        per i giudizi penali, da proporsi al Giudice competente;

-        per i giudizi amministrativi, da proporsi avanti apposita Commissione presso i TAR;

-        per i giudizi tributari, da proporsi avanti apposita Commissione presso le CTP e CTR;

Prospetto informativo a cura del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona

IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NEI GIUDIZI CIVILI IN 15 DOMANDE

1. A CHI E’ RISERVATO?

-        al cittadino italiano;

-        allo straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale;

-        all’apolide;

-        allo straniero nel ricorso giurisdizionale per l'accertamento dello status di rifugiato ai sensi del D.lgs. 28/01/2008 n. 25;

-        ad enti ed associazioni che non perseguano scopi di lucro e non esercitino attività economica.

2. QUALI CONDIZIONI SOGGETTIVE SONO RICHIESTE?

-        disporre di un reddito annuo imponibile (quelli del nucleo familiare anagrafico si cumulano, e si tiene conto anche dei redditi esenti da IRPEF (es.: indennità di invalidità), o soggetti a ritenuta alla fonte (es.: prestazioni lavorative occasionali) o ad imposta sostitutiva inferiore ad € 11.528,41. L'aumento del tetto massimo per ciascun figlio a carico è applicabile solo nel giudizio penale;

-        la dichiarazione reddituale di riferimento è quella il cui termine di presentazione è scaduto alla data di presentazione della domanda; il C.d.O. può valutare documentate situazioni in cui il reddito successivo a detta scadenza sia più favorevole all'istante;

-        nel caso di vertenze relative a diritti della personalità o a conflitti tra componenti del nucleo, si considera il reddito del solo interessato o comunque non si cumula il reddito del familiare controinteressato;

-        hanno diritto al beneficio, indipendentemente dalle condizioni reddituali, le vittime di reati sessuali;

-        non possono ottenerlo,  indipendentemente dalle condizioni reddituali, i condannati con sentenza irrevocabile per determinate ipotesi di reati in materia di associazione di stampo mafioso, contrabbando e traffico di sostanze stupefacenti.

3. COME SI FA L’ISTANZA?

-        in carta semplice, utilizzando preferibilmente il modulo predisposto dal singolo C.d.O. e disponibile sul sito o presso la segretaria. Deve contenere:

-        generalità dell’interessato e dei componenti del suo nucleo familiare anagrafico, con i codici fiscali di tutti i componenti;

-        generalità delle controparti;

-        dichiarazione sostitutiva di certificazione (resa dall’interessato e non dai familiari) delle condizioni di reddito proprio e del nucleo familiare necessarie per fruire del benefici;

-        dichiarazione sostitutiva delle condanne penali per i reati connessi con il traffico di stupefacenti;

-        impegno a comunicare entro i 30 giorni successivi alla scadenza di ogni anno, da quando è stata presentata l’istanza, le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini del beneficio;

-        per i redditi del cittadino extra-comunitario prodotti all’estero è richiesta una certificazione dell’Autorità Consolare che attesti la veridicità di quanto dichiarato nell’istanza;

-        l’indicazione del procedimento, se già pendente;

-        le enunciazioni in fatto ed in diritto utili a valutare la fondatezza della pretesa da far valere;

-        l’indicazione delle prove (documenti, testimoni ecc.) che si intendono far valere;

-        la sottoscrizione autenticata (per l’autentica si veda la risposta alla prossima domanda);

-        le questioni di stato interessanti la domanda (stato di famiglia, residenza, matrimonio) possono essere autocertificate ai sensi del D.P.R. 445/2000; dal 2012 le P.A. non possono richiedere certificati, se non per eseguire controlli specifici nel corso dell'istruttoria della pratica;

-        gli allegati richiesti dal singolo C.d.O. in calce al modello di domanda per la specifica tipologia.

4. COME VIENE AUTENTICATA LA SOTTOSCRIZIONE?

-        dall’avvocato designato dall’interessato, quando questi lo abbia preventivamente scelto (tra quelli iscritti negli Elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato istituiti presso i Consigli degli Ordini degli Avvocati del Distretto della Corte d’Appello nel quale ha sede il Giudice competente), e lo abbia quindi già contattato;

-        con la consegna al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di copia fotostatica (non autenticata) di un documento di identità del sottoscrittore in corso di validità.

5. DOVE SI PUO’ CONSULTARE L’ELENCO DEGLI AVVOCATI PER IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO?

-        presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e/o sul sito web www.ordineavvocati.vr.it;

-        presso tutti gli Uffici Giudiziari (Tribunale, sedi distaccate del Tribunale, uffici dei Giudici di Pace) del Distretto della Corte d’Appello

6. COME  E DOVE SI PRESENTA L’ISTANZA?

-        con deposito presso la sede del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati negli orari prescritti da parte del difensore o personalmente dall’interessato se la sottoscrizione è già autenticata;

-        oppure, allegando comunque copia del documento di identità in corso di validtà, anche a mezzo raccomandata (o posta elettronica certificata) inviata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ;

-        è territorialmente competente a ricevere la domanda:

-        il CdO del luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo;

-        il CdO del luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;

-        il CdO del luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.

7. CHI PUO’ AIUTARE A PREDISPORRE L’ISTANZA?

-        l’avvocato designato dall’interessato;

-        il servizio di informazione e consulenza istituito presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati;

8. QUALI INFORMAZIONI E QUALE CONSULENZA FORNISCE IL CONSIGLIO DELL’ORDINE?

-        i requisiti, modalità ed obblighi per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;

-        una consulenza iniziale sul problema prospettato dall’interessato, per valutare l’opportunità di iniziare un giudizio o di resistere in quello da altri iniziato, ovvero di tentare una definizione del conflitto con forme alternative al giudizio;

9. COSA FA IL CONSIGLIO DELL’ORDINE QUANDO RICEVE UNA ISTANZA?

-        valuta se ricorrono le condizioni di ammissibilità e se le pretese da far valere non sono manifestamente infondate;

-        chiede all'interessato i necessari chiarimenti, da fornirsi a pena di inammissibilità nel termine assegnato;

-        se la valutazione è positiva, accoglie l’istanza in via provvisoria (nel senso che il Giudice potrà sempre riformare la decisione di accoglimento per venir meno dei requisiti o per accertamento della loro iniesistenza iniziale).

-        comunica il provvedimento, di accoglimento o di rigetto, all’interessato, al Giudice competente e all’Ufficio Finanziario competente (per la verifica della correttezza dell’autocertificazione sui redditi presentata dall’interessato).

10. COSA ACCADE SE L’ISTANZA VIENE ACCOLTA?

-        l’interessato può scegliere (se non l’ha già fatto) uno degli avvocati iscritti negli Elenchi del Distretto della Corte d’Appello ed affidargli l’incarico;

-        nessun compenso né rimborso sarà dovuto a detto avvocato dall’interessato ammesso al beneficio;

11. E SE VIENE RESPINTA?

- l'interessato può riproporre l’istanza al Giudice competente per il giudizio, che deciderà sulla stessa con decreto.

12. PER QUALI PROCEDIMENTI E GRADI DI GIUDIZIO E’ VALIDO IL PROVVEDIMENTO DI AMMISSIONE AL BENEFICIO?

-        per i giudizi di cognizione, esecutivi e di revocazione;

-        per tutti i gradi del giudizio, ma solo se chi ha ottenuto il beneficio sia risultato vittorioso, in quanto per il soccombente che voglia proporre impugnazione è necessario riproporre l’istanza di ammissione al beneficio (salvo si tratti dell’azione di risarcimento del danno nel processo penale):

-        non può essere ammesso per il giudizio d'appello chi sia risultato completamente soccombente in primo grado (con condanna alle spese).

13. IL PROVVEDIMENTO DI AMMISSIONE DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE E’ DEFINITIVO?

- no, esso è solo provvisorio e viene poi confermato, modificato o revocato dal Giudice che decide sul merito;

14. COSA ACCADE SE LE DICHIARAZIONI DELL’AUTOCERTIFICAZIONE RISULTASSERO NON VERITIERE O SE, DOPO L’AMMISSIONE AL BENEFICIO, NON VENGANO COMUNICATI GLI AUMENTI DEL REDDITO CHE FANNO VENIRE MENO IL DIRITTO?

- sono previste pesanti sanzioni penali (reclusione da 1 a 5 anni e multa da € 309,87 ad € 1.549,37), che vengono aumentate se il beneficio è stato ottenuto o mantenuto

15. SE RISULTA L’INSUSSISTENZA DEI PRESUPPOSTI PER L’AMMISSIONE AL BENEFICIO, O IL GIUDICE ACCERTA CHE L’INTERESSATO HA AGITO O RESISTITO IN GIUDIZIO CON MALAFEDE O COLPA GRAVE, CHI DEVE PAGARE L’AVVOCATO?

- colui che ha presentato l’istanza, e nei suoi confronti lo Stato ha diritto a recuperare le somme eventualmente già pagate