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Avvocato - Norme deontologiche – Principi generali – Dovere di probità

Costituisce comportamento deontologicamente rilevante l’aver
esternato il proprio compiacimento per la nomina di un CTU, usando
impropriamente il termine “amica” e rivendicando un proprio
intervento attivo nella nomina stessa con l’uso della locuzione
“sono riuscito a far nominare”, che – se pur circostanza
inveritiera – getta un’ombra di disvalore e sfiducia tanto sul
magistrato quanto sul difensore, inconciliabile con il dovere di
probità di cui all’art.5 CDF e con l’immagine dell’Avvocato
che deve rimanere specchiatamente estranea ad ogni forma di
favoritismo da parte degli altri operatori del processo. (Nella
fattispecie è stata ritenuta adeguata la sanzione dell’avvertimento
in considerazione del comportamento ammissivo e della mancanza di
precedenti a carico dell’incolpato).

(Verona, 3 dicembre 2012, presidente Piazzola - relatore Bonanno)