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Avvocato - Norme deontologiche - Rapporti con la parte - Negligente esecuzione del mandato - Omessa informativa al cliente.

Costituisce comportamento deontologicamente rilevante
l’omessa riassunzione di una causa d’appello interrotta, con il
conseguente passaggio in giudicato della decisione di primo grado che
aveva revocato il decreto ingiuntivo ottenuto dall’appellante,
quando, unitamente agli altri fatti contestati all’incolpato,
evidenzi l’esercizio della professione in modo connotato da
negligenza e disordine.

Integra fatto disciplinarmente rilevante l’omessa
costituzione in giudizio per la tutela dei diritti di un cliente
ancorché quest’ultimo non avesse formalmente rilasciato procura
alle liti, ma avesse manifestato l’intenzione di resistere alle
domande contro di lui rivolte dall’attore, dovendosi il difensore
attivare al fine di ottenere il rilascio della mandato.

La mancata informativa al cliente sullo stato delle
pratiche di pagamento di compensi affidate dal cliente al legale,
l’omessa restituzione da parte di quest’ultimo dei documenti
ricevuti per l’espletamento dell’incarico, e l’omessa consegna
della corrispondenza inviata, al fine di provare l’avvenuta
interruzione della prescrizione, rappresentano comportamenti
rilevanti disciplinarmente, siccome significativi di disinteresse per
la tutela dei diritti del cliente di negligenza nello svolgimento
degli incarichi conferiti.
L’esistenza di un precedente provvedimento
sanzionatorio esclude la riconoscibilità dell’attenuante dei buoni
precedenti in favore dell’incolpato.
(In considerazione del precedente e della non
particolare gravità dei fatti è stata ritenuta adeguata la sanzione
della censura)

(Verona, 21 marzo 2011 presidente Piazzola, relatore
Regis)