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Avvocato - Norme deontologiche - Rapporti con la parte - Richiesta di compensi sproporzionati - Principi generali - Dovere di adempimento fiscale.

Costituisce comportamento deontologicamente rilevante l’avere richiesto un compenso manifestamente sproporzionato in eccesso (nel caso di specie in misura superiore al doppio) omettendo, fra l’altro, di indicare analiticamente i compensi dovuti ed il titolo per ciascuno di essi.
Costituisce illecito disciplinare l’omessa fatturazione di una somma percepita a titolo di compenso.
Rappresenta fatto contrario ai doveri deontologici l’avere indotto il proprio cliente a sottoscrivere una dichiarazione, predisposta dal difensore, con la quale, contrariamente al vero, il cliente affermava di avere corrisposto una somma a soggetto diverso dal proprio avvocato, così ritrattando quanto contenuto in un esposto.
Ai fini dell’accertamento dei fatti, costituisce prova anche la sola dichiarazione resa dell’esponente, quando sia coerente e precisa in termini spazio-temporali e trovi riscontro in altri elementi acquisiti al procedimento.
(In considerazione della rilevanza dell’importo non assoggettato a fattura, del nesso causale e teleologico che legava i singoli illeciti, ed in presenza di iscritto di giovane età, è stata ritenuta adeguata la sanzione della sospensione per mesi due).

(Verona, 24 gennaio 2011 presidente Dalfini, relatore Regis)