Articolo

Delibera riguardante l'avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh

Gentili Colleghe e Colleghi,

a seguito del comunicato dell’Osservatorio Internazionale degli Avvocati in Pericolo (OIAD), con il quale è stato denunciato l’arresto e la detenzione dell’avvocata iraniana NASRIN SOTOUDEH, condannata da un Tribunale iraniano alla pena detentiva di complessivi 38 anni di reclusione e alla pena corporale di 148 colpi di frusta, con la delibera del 25 marzo 2019 in calce, il Consiglio dell’Ordine ha  espresso massima solidarietà e ideale vicinanza alla Collega, avvocata per i diritti umani, conosciuta in tutto il mondo per il suo incrollabile impegno nella difesa dei diritti e delle libertà delle persone, per la sua opposizione alla pena di morte e il suo coraggioso sostegno per l’indipendenza della professione forense e del sistema giudiziario, da molti anni impegnata nella difesa in particolare di donne e di giovani manifestanti contro il regime iraniano, a loro volta arrestati e condannati a pene ingiuste e sproporzionate, decidendo anche alcune iniziative, tra le quali:

-           di trasmettere la delibera stessa e le firme dei Colleghi che la Commissione Diritti Umani di questo Ordine sta raccogliendo – tutti i giorni sino a venerdì 29 marzo, dalle ore 8,30 alle ore 12,30, negli uffici dell’Ordine presso il Tribunale - al CNF, al CCBE, all’UIA e all’OIAD, invitandoli ad intervenire con vigore presso le istituzioni nazionali e sovranazionali competenti e presso l’Ambasciata iraniana a Roma, per sollecitare ciascuno ad assumere tutte le iniziative tese ad ottenere l’immediata scarcerazione di NASRIN SOTOUDEH e a promuovere dibattiti pubblici e mozioni affinché l’informazione possa coinvolgere l’opinione pubblica e tutti i parlamentari italiani ed europei sul caso in esame e sugli altri casi di avvocati minacciati e messi in pericolo nell’esercizio della professione forense e della funzione difensiva;

-           di invitare gli iscritti a questo Ordine a portare la toga nelle aule di Giustizia idealmente anche nel nome di NASRIN SOTOUDEH, legando simbolicamente ai cordoni un nastro rosso, e ciò finché l’Avvocata iraniana non venga scarcerata;

Auspichiamo che l’appassionato sostegno dell’Avvocatura italiana possa giungere sino alla cella di detenzione di NASRIN SOTOUDEH e che la Collega possa presto essere scarcerata e tornare libera alla vita, ai suoi affetti e alla professione forense.

La Presidente

Barbara Bissoli