Articolo

Verbale riunione del 29 novembre 2019

 

Ordine degli Avvocati di Verona

Commissione Incarichi Pubblica Amministrazione

 

Convocata a mezzo e-mail, la Commissione si è riunita oggi 29 novembre 2019, alle ore 11,00 presso la sede del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati in Verona, Via Teatro Ristori n. 1.

Sono presenti i colleghi: Donatella Gobbi, Matteo Zappalà, Maria Vittoria Bragato, Nicola Longo, Riccardo Franco e Daniele Maccarrone. E’ pure presente la collega Stefania Giramonti, la quale chiede di partecipare all’incontro, pur non facendo parte della Commissione. Dalle ore 11.45 partecipa all’incontro anche il collega Marco Scramoncin. Tutti gli altri risultano assenti giustificati.

La Commissione valuta e condivide il testo finale della relazione come da ultimo revisionato dalla collega Gobbi, con due ulteriori revisioni disposte nel corso dell’odierna seduta, all’esito della lettura del contributo inviato in prima mattinata dal collega Eugenio Lequaglie, in ordine alla natura non pacifica delle Linee Guida ANAC n. 12 ed alla possibilità che le Amministrazioni, nelle procedure di scelta dell’avvocato cui affidare l’incarico, chiedano un massimale per la polizza RC professionale superiore a quello minimo di legge, ove ciò sia giustificato dall’oggetto dell’affidamento. Per il resto la Commissione ritiene di confermare la linea già condivisa, evidenziando in particolare la necessità che il compenso dovuto all’Avvocato rispetti sempre i parametri forensi ed il principio dell’equo compenso, nonostante la nota (e non condivisa) posizione assunta da ultimo dal Tar del Lazio.

Il testo della relazione finale viene così approvato all’unanimità dei presenti. La Commissione invita il coordinatore ad inviare al Consiglio dell’Ordine il testo della relazione finale, unitamente al presente verbale.

L’avv. Maccarrone informa inoltre, di aver ricevuto dal consigliere Luca Sorpresa il modello per comunicare all’Ordine le presenze dei colleghi alle riunioni della Commissione, necessario per l’attribuzione dei crediti formativi. L’avv. Maccarrone comunica che provvederà, con l’ausilio della collega Giulia Ferrari, alla compilazione del predetto modello, secondo i dati di presenza risultanti dai verbali delle riunioni.

La Commissione, vista l’odierna mail del Consigliere Sorpresa, procede poi all’esame dell’avviso che il Comune di Marcon ha inviato a tutti i Consigli dell’Ordine degli Avvocati del Veneto, al fine di costituire un elenco di avvocati cui affidare incarichi professionali. La Commissione, nel ridotto termine a disposizione, esamina il testo dell’avviso con le norme ad esso allegate e delega il coordinatore della Commissione, avv. Maccarrone, a riassumere

nel presente verbale i profili di criticità che quell’avviso manifesta.

Nel dettaglio, i presenti, con riguardo alla Disciplina prevista per la formazione del predetto elenco, osservano quanto segue:

- l’articolo 3, alla lettera c), richiede quale requisito per l’iscrizione nel predetto elenco, un’anzianità minima di tre anni presso l’Albo degli Avvocati; la previsione impedisce di fatto ai giovani avvocati di ambire ad assumere incarichi dal Comune di Marcon, a prescindere dalla complessità o meno della prestazione oggetto di affidamento; il requisito e la conseguente esclusione non paiono affatto giustificati;

- il medesimo articolo 3, alla lettera e) richiede per l’iscrizione nell’elenco di che trattasi una dichiarazione d’impegno con la quale “il legale si impegna a non accettare incarichi contro il Comune di Marcon pena la cancellazione dall’elenco”; viene dunque ipotizzato un conflitto di interessi già all’atto dell’iscrizione nell’elenco; in questo modo, i colleghi che risulteranno iscritti nell’elenco, non potranno patrocinare contro il Comune di Marcon, pur non avendo

certezza circa gli affidamenti futuri;

- lo stesso articolo alla lettera h) chiede all’avvocato di dichiarare ai fini dell’iscrizione di “non avere commesso errore grave, accertato con qualsiasi mezzo di prova, nell’esercizio dell’attività professionale”; la previsione appare alquanto generica e rischia di limitare oltremodo la partecipazione; meglio sarebbe stato, in coerenza con le previsioni dell’articolo 80 del Codice dei contratti pubblici, cui peraltro lo stesso articolo 3 fa riferimento in un altro punto, di porre in capo al partecipante un obbligo dichiarativo, lasciando poi all’Amministrazione il compito di valutare la rilevanza dei fatti dichiarati ai fini dell’iscrizione nell’elenco; a ciò si aggiunga che la predetta dichiarazione e verifica, molto più utilmente, potrebbe essere differita al momento dell’affidamento effettivo dell’incarico, momento nel quale è comunque opportuno verificare l’esistenza dei requisiti;

- la successiva lettera L), del medesimo articolo 3, chiede all’Avvocato di evidenziare nel proprio curriculum professionale “la specializzazione nelle materie del diritto” anziché – come sarebbe stato corretto fare in attesa della disciplina sulle specializzazioni – la specifica competenza maturata nelle materie oggetto di affidamento;

- l’articolo 4, lettera c), seconda alinea, chiede all’Avvocato di impegnarsi a “determinare il compenso professionale per l’incarico di difesa che verrà eventualmente conferito non oltre l’ammontare minimo previsto dal DM 55/2014 come modificato dal DM 37/2018 e s.m.i” (l’enfasi della citazione è nostra); in questo modo, i minimi tabellari rappresentano la misura massima del compenso che l’Avvocato potrà richiedere, ammettendosi così implicitamente la possibilità di determinare il compenso anche in misura inferiore a quei valori minimi, con la possibile violazione del principio dell’equo compenso, viepiù rafforzato nella Regione Veneto dalla legge regionale 37/19;

- l’articolo 8, in tema di compenso professionale, dispone che “i compensi per l’attività prestata verranno determinati sulla base dei parametri previsti dal DM 10/03/204 n.55…., con la massima diminuzione e con un tetto massimo da stabilirsi sulla base del preventivo di spesa che verrà redatto dal professionista”; non si comprende se detta norma, contraddicendo quanto prima indicato nell’articolo 4, voglia introdurre un limite minimo ai compensi pari a quello risultante dall’applicazione dei parametri forensi con le riduzioni in esso previste o se invece, detto limite sia dato dall’offerta del professionista (che può pure derogare ai parametri), come lascia intendere la previsione dell’articolo 4 e l’inciso finale dell’articolo 8 (“…e con un tetto massimo da stabilirsi sulla base del preventivo di spesa che verrà redatto dal professionista);

 l’articolo 8, prevede inoltre, che “in nessun caso potrà essere corrisposta una somma superiore a quella eventualmente liquidata con decisione giudiziale”; detta previsione pare dunque, introdurre un ulteriore limite all’ammontare dei compensi dell’Avvocato, atteso che – a prescindere da quanto preventivato ed assentito in sede di conferimento dell’incarico – il Comune di Marcon non potrà comunque erogare al professionista più di quanto abbia riconosciuto il Giudice nel provvedimento decisorio con il quale liquida le spese; ciò, in relazione al fatto, noto a tutti, che molti Giudici (e certamente quelli amministrativi) nel liquidare le spese non si attengono ai parametri forensi sopra citati, ma indicano somme poco più che simboliche e/o comunque affatto remunerative dell’attività prestata, induce a ritenere la previsione del Comune di Marcon gravemente illegittima e comunque lesiva del principio dell’equo compenso oltreché della dignità e del decoro della professione;

- l’articolo 9 infine, nel disciplinare i compensi per l’attività di domiciliazione, prevede che questi non siano riconosciuti quando la competenza per la causa spetti al Tribunale di Venezia; in detti casi il costo della domiciliazione resta in capo al dominus; in questo modo però, gli Avvocati del foro di Venezia risultano indubbiamente avvantaggiati, a scapito degli altri, i quali, tenuto conto pure del preteso rispetto dei minimi tabellari, sarebbero costretti a rendere una prestazione al di sotto della predetta soglia minima, quanto meno in relazione al compenso che gli stessi dovranno correttamente riconoscere al collega domiciliatario.

La Commissione quindi, segnala al Consiglio l’opportunità di non diffondere tra gli iscritti il predetto Avviso, esplicitando al Comune di Marcon le predette gravi criticità e le altre che potranno emergere ad un più attento esame dei testi oggi inviati.

L’avv. Maccarrone ricorda infine, l’importante incontro formativo organizzato dalla Fondazione Veronese di Studi Giuridici per il prossimo 13 dicembre 2019, che verterà proprio sul tema oggetto dei lavori della Commissione. Segnala inoltre, che in quell’incontro è possibile che l’Ordine decida di rendere pubblica la relazione finale di questa Commissione, come condivisa e/o emendata dal Consiglio.

La Commissione viene riconvocata per lunedì 13 gennaio 2020, alle ore 12.00 presso i locali dell’Ordine degli Avvocati.

La seduta viene tolta alle ore 12.05.

F.to Daniele Maccarrone (Coordinatore)

Giulia Ferrari (Segretario)