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Onore all’avvocata Ebru Timtik

Care Colleghe e cari Colleghi,

il 27 agosto l’avvocata Ebru Timtik è morta nel carcere turco di Sliviri, dopo 238 giorni di sciopero della fame, intrapreso, assieme al collega Aytac Unsal, anch’egli in carcere, per chiedere un giusto processo e il rispetto dei diritti di detenuta che le sono stati sistematicamente negati, dopo la condanna a 13 anni e 6 mesi di reclusione con l’accusa di appartenere ad una organizzazione terroristica. La condanna è stata comminata dopo essere stata sottoposta ad un processo farsa, come dichiarato dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Istanbul, Mehmet Durakoglu.
Ebru Timtik era una donna e una avvocata coraggiosa che ha dedicato la propria giovane vita alla difesa dei diritti umani del popolo turco e di tutti noi, incarnando i requisiti di libertà, autonomia, indipendenza, lealtà, dignità e competenza imprescindibili nell’esercizio della funzione difensiva e del ruolo sociale dell’avvocatura. Timtik faceva parte dell’Associazione degli avvocati progressisti della Turchia, impegnati nella difesa delle fasce deboli della popolazione e degli oppositori del regime.
Nonostante la mobilitazione internazionale e gli appelli, tra i quali quelli del C.C.B.E. (Consiglio degli Ordini Forensi d’Europa) e dell’O.I.A.D. (Osservatorio Internazionale degli Avvocati in Pericolo), dei quali è componente anche il nostro Ordine, gli avvocati turchi ingiustamente detenuti, sono stati esclusi dal provvedimento di amnistia approvato in Turchia per ridurre il sovraffollamento carcerario e l’ulteriore propagarsi del virus Covid-19.
Il Consiglio Nazionale Forense ha proclamato il corrente anno 2020 “Anno dell’Avvocato in pericolo nel Mondo”, promuovendo, anche attraverso gli Ordini territoriali, quali il nostro, numerose iniziative a sostegno dell’avvocatura in pericolo, tra le quali la traduzione in italiano e la stampa del Rapporto febbraio 2020 dell’Associazione Arrested Lawyers Initiative, sulla persecuzione di massa degli Avvocati in Turchia, nel quale sono documentati i 605 arresti e le 345 condanne arbitrarie per un totale di 2145 anni di prigione comminati agli avvocati turchi.
Con delibera n. 197 dello scorso 20 aprile, il Consiglio Nazionale Forense ha chiesto al Governo italiano di intervenire in via diplomatica presso il Governo turco per chiedere l’immediata liberazione degli avvocati detenuti.
Ogni iniziativa nazionale e internazionale si è dimostrata vana.
Il 14 agosto scorso, la Corte di Cassazione turca ha respinto il ricorso per la liberazione dell’avvocata Ebru Timtik e dell’avvocato Aytac Unsal, anch’egli in condizioni di salute critiche, dichiarando l’insussitenza di prove attestanti la condizione di pericolo di vita o che vi fossero rischi per la loro incolumità, nonostante Timtik fosse arrivata a pesare 30 kg.
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona esprime grande dolore per la scomparsa di Ebru Timtik e infinita gratitudine alla valorosa Collega per aver profondamente onorato la toga nella tutela di diritti fondamentali; è al fianco del Consiglio Nazionale Forense e delle Organizzazioni forensi internazionali nel garantire sostegno ai colleghi e alle colleghe che si battono per il libero esercizio della professione di avvocato e nel chiedere l’immediata liberazione dell’avvocato Aytac Unsal e il rispetto dei diritti di difesa, violati reiteratamente nei processi subiti dai colleghi turchi.
Il compito di tutti noi è fare tesoro del dono straordinario di Ebru Timtik e mantenere vivo e diffuso l’interesse per questa atroce vicenda.
 

La Presidente
Barbara Bissoli