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Articolo pubblicato su L'Arena del 24 settembre scorso

Care Colleghe e cari Colleghi,
facendo seguito alla circolare del 25 settembre con medesimo oggetto e rassicurandovi sullo stato di salute del collega infortunato, che ha fatto rientro a casa, di seguito descriviamo i fatti come sono stati accertati dal Consiglio, sulla base di riscontri obiettivi, ottenuti anche grazie all’apporto dei numerosi colleghi presenti:
  1. si è trattato di un’udienza di “conversione-verifica versamenti” nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare, a carico di un debitore che non aveva provveduto ai versamenti nei termini assegnati;
  2. l’avvocato difensore del debitore esecutato aveva già verbalizzato un’istanza di rimessione in termini per il versamento delle rate e si stava confrontando col giudice, che si era mostrato propenso ad accogliere l’istanza, per verbalizzarne la relativa motivazione, quando è svenuto, ferendosi per aver sbattuto il capo sul pavimento e perdendo molto sangue;
  3. il giudice ha sospeso immediatamente l’udienza, ha fatto chiamare il 118 e ha fatto uscire dall’aula gli avvocati presenti, a parte quelli che si stavano occupando dell’infortunato, rimanendo in aula con il funzionario giudiziario verbalizzante;
  4. nel contempo, è sopraggiunto anche il collega di studio dell’infortunato, chiamato da uno degli avvocati presenti;
  5. trascorsi circa 30 minuti dall’incidente e assicurato il collega ferito ai sanitari nel frattempo sopraggiunti, che hanno espresso valutazioni tranquillizzanti sulle sue condizioni, il giudice ha consentito agli avvocati di rientrare in aula e ha chiesto ai presenti se ritenessero di poter riprendere la trattazione delle cause, ripartendo da dove il ruolo si era interrotto; nessuno dei presenti ha opposto alcuna difficoltà alla prosecuzione dell’udienza;
  6. il giudice ha chiesto, dunque, al collega di studio dell’infortunato se fosse disponibile a sostituirlo per chiudere il verbale, nei termini già prospettati da quest’ultimo, al fine di poter concedere il richiesto differimento e la contestuale remissione in termini; ottenuta risposta positiva, è stata completata la verbalizzazione e l’istanza è stata accolta.
Non pare, dunque, che qualcuno si sia comportato in maniera inadeguata rispetto all’evento occorso al collega infortunato.
La Presidente
Barbara Bissoli