Rapporti con la controparte, i magistrati ed i terzi

Non può essere ritenuto disciplinarmente responsabile,
per mancanza del requisito della volontarietà dell’azione di cui
all’art. 3 del C.D., l’avvocato che, pur avendo pronunciato
un’espressione che, nella sua formulazione letterale, appaia
potenzialmente lesiva dei doveri di probità, dignità e decoro, in
quanto astrattamente idonea ad attentare alla dignità
dell’interlocutore, risulti nel concreto essere stata pronunciata
in assenza di intenzionalità offensiva, desumibile dal grado di
percezione riportato dal magistrato presente in udienza, le cui
dichiarazioni risultano attendibili in considerazione della funzione
pubblica esercitata.

(Verona, 1 luglio 2013 Presidente Dalfini, relatore Zorzi)

Commette
infrazione disciplinare l’avvocato che non provvede regolarmente ad
adempiere le obbligazioni contratte nei confronti di terzi,
indipendentemente dalla loro natura privata o professionale

(Verona, 7 gennaio 2013, presidente Piazzola, relatore Zuniga)

Costituisce illecito
disciplinare l’omessa risposta a ripetute richieste da parte del
cliente di aggiornamento sull’andamento di una causa.

Costituisce
illecito disciplinare l’omessa risposta al Consiglio dell’Ordine
che inviti l’iscritto a fornire chiarimenti ed informazioni su
istanza del cliente che abbia in precedenza richiesto, invano,
notizie al proprio procuratore

Non costituisce illecito disciplinare l’omesso
svolgimento di un mandato professionale conferito dal cliente,
qualora quest’ultimo non sia in grado di fornire alcuna
documentazione attestante il rapporto professionale asseritamente
intercorso con il difensore, ma limitando le proprie doglianze a mere
affermazioni prive di alcun supporto probatorio

Costituisce illecito
disciplinare, perché comportamento contrario ai doveri di lealtà e
buona fede, allegare ad un ricorso d’urgenza un documento di data
anteriore di alcuni mesi rispetto a quella del ricorso, affermando
che l’organo destinatario dell’istanza contenuta nel documento
(nella specie il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati), nonostante
il lungo arco temporale decorso non si era pronunciato, documento, al
contrario, depositato il giorno dopo il deposito del ricorso
d’urgenza, così traendo in inganno il Giudice del procedimento
cautelare inducendolo ad emanare un provvedimento che diversamente
non sarebbe stato emesso.

Non
costituisce illecito disciplinare, anche in considerazione della
nuova formulazione dell’art. 22 C.D.F., l’aver depositato un
ricorso d’urgenza nei confronti di altro iscritto omettendo di
darne avviso al Consiglio dell’Ordine.

L’aver scambiato
con la controparte avvocato che agiva personalmente copiosa
corrispondenza costituisce, anche in assenza di formale diffida,
manifestazione della volontà di voler agire nei confronti della
controparte avvocato stessa, e, come tale, adempimento del precetto
di cui all’art. 22 C.D.F. vigente

(In considerazione
della molteplicità degli addebiti, e riconosciuta l’attenuante
della mancanza di precedenti, è stata ritenuta adeguata la sanzione
della censura)

(Verona,
3 luglio 2006, presidente Bulgarelli relatore Regis)