Tribunale di Verona – Ordinanza 22.11.2010 (Composizione monocratica – Giudice LANNI)

22 Novembre 2010 News

Procedimento sommario di cognizione – Applicabilità a materie soggette al “rito lavoro” – Non sussiste – Conseguenze – Conversione del rito.
(702 bis c.p.c. – 409 c.pc.)

La soggezione della causa al rito del lavoro non consente la sua instaurazione con le forme del rito sommario ex art. 702 bis c.p.c. per il duplice rilievo che l’art. 702 bis disciplina il contenuto degli atti introduttivi in modo speculare a quello del rito ordinario  – richiamando, per la prosecuzione della causa con forme non sommarie, il solo art. 183 c.p.c. e quindi il solo rito ordinario – e che  l’art. 54 della l. 69/09, nel delegare la riduzione e semplificazione dei procedimenti civili, ha individuato il procedimento sommario come un modello per le cause in cui sono prevalenti i caratteri di semplificazione della trattazione o dell’istruzione, alternativo a quello del rito del lavoro. La domanda, proposta con le forme del procedimento sommario e che, per motivi diversi dall’attribuzione al Tribunale in composizione collegiale, non rientra nell’ambito di applicazione degli artt. 702 bis e ss c.p.c., non deve essere dichiarata inammissibile ai sensi del comma 2 dell’art. 702 ter; va disposta, invece, la prosecuzione della causa con il rito speciale a cognizione piena applicabile alla domanda stessa, essendo la fattispecie riconducibile ad un’erronea scelta del rito, per la quale la soluzione generalmente prevista dall’ordinamento è quella della conservazione degli effetti processuali e sostanziali della domanda attraverso la conversione del rito stesso.

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