Tribunale di Verona – Ordinanza 22.11.2010 (Composizione monocratica – Giudice LANNI)

22 Novembre 2010 News

Ripetizione di indebito – Liberazione dell’accipiens dall’obbligazione restitutoria – Condizioni di cui all’art. 2038 c.c. – Possibilità di loro interpretazione analogica – Non sussiste.
(2033 – 2038 c.c.)

In tema di ripetizione di indebito, l’art. 2038 c.c. prevede la liberazione dall’obbligazione restitutoria dell’accipiens, che abbia disposto della prestazione ricevuta, soltanto a condizione che l’accipiens stesso fosse in buona fede e che la prestazione indebita avesse ad oggetto la consegna di una cosa; la norma, in quanto derogativa del principio generale della rimborsabilità dei pagamenti non dovuti (art. 2033 c.c.) è di carattere speciale e non può essere oggetto di interpretazione analogica, sicché deve ritenersi applicabile solo qualora la prestazione indebita abbia ad oggetto una “cosa” determinata e non beni fungibili, quali le somme di denaro. Quanto poi alla ulteriore condizione della buona fede, prevista dall’art. 2038, questa deve intendersi in senso soggettivo, con la conseguente applicabilità della disciplina generale prevista dall’art. 1147 c.c. e quindi con esclusione della sua rilevanza, qualora dipenda da colpa grave; ciò in adesione all’orientamento giurisprudenziale formatosi in materia di simulazione – ed opposto a quello formatosi in materia previdenziale –  secondo il quale, quando le norme facciano riferimento alla buona fede senza nulla dire in ordine a ciò che vale ad integrarla o ad escluderla, si deve fare riferimento all’art. 1147 cod. civ., in quanto rispondente alla tendenza dell’ordinamento ad assicurare la tutela dell’affidamento solo se incolpevole.

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