Tribunale di Verona – Sentenza 18.7.2012 (Composizione monocratica – Giudice LANNI)

18 Luglio 2012 News

Obbligazioni e contratti – Credito al consumo – Mutuo di scopo – Autonomia e differenza delle fattispecie.

La fattispecie del credito al consumo, disciplinata dagli artt. 40 e sg. D.L.vo 206/05, pur caratterizzandosi per la presenza di una clausola di destinazione nel contratto di finanziamento, non è riconducibile alla diversa fattispecie del mutuo di scopo, atteso che quest’ultima – di natura legale o convenzionale che sia – si caratterizza per l’assunzione di un vero e proprio obbligo del mutuatario di destinare l’importo mutuato allo scopo dichiarato, rispondendo, questo, ad un interesse comune delle parti o ad un interesse pubblico. Nel contratto di credito al consumo, invece, la previsione della destinazione della somma non costituisce un vincolo per il consumatore, ma rientra semplicemente nella tutela apprestata dal D.L.vo citato (a sua volta attuativo della Direttiva 87/102/CEE, oggi sostituita dalla più incisiva Direttiva 2008/48/Ce); più precisamente, il contratto di credito al consumo si inserisce in un’autonoma categoria di collegamento negoziale necessario (con il contratto finanziato), di derivazione legale, giacché il legislatore (attraverso la disciplina contenuta nei citati artt. 40 e ss. e, prima ancora, negli artt. 121 e ss. D.L.vo 385/93)  ha presupposto tale collegamento negoziale fino a prevedere – in aggiunta agli ulteriori rimedi contrattuali azionabili nelle fattispecie di collegamento negoziale – l’azione diretta del mutuatario per gli inadempimenti della controparte del contratto finanziato, sia pure a condizione dell’esistenza di un patto di esclusiva tra quest’ultima ed il finanziatore stesso.

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