Tribunale di Verona – Sentenza 2.7.2010(Composizione monocratica – Giudice LANNI)

2 Luglio 2010 News

Responsabilità civile – Danni – Patrimoniali e non patrimoniali – Danno non patrimoniale – Liquidazione – Criteri – Finalità sanzionatoria del risarcimento – Sussiste – Criteri.
(1226 – 2056 – 2059 cod. civ.)

L’aumento del risarcimento, rispetto ai parametri di riferimento adottati, per effetto di pregiudizi dinamico-relazionali superiori a quelli ordinari e di sofferenze soggettive riscontrabili nel caso concreto, sono giustificati anche qualora il danneggiato non dovesse percepire sofferenza, atteso che: a) il risarcimento del danno non patrimoniale ha assunto nel nostro sistema una funzione mista, rispondendo a finalità non solo satisfattive (in modo prevalente), ma anche sanzionatorie; b) ciò è confermato non solo dagli esempi di leggi speciali che prevedono ipotesi di risarcimenti con finalità sanzionatorie, più volte richiamati dalla giurisprudenza di merito (cui si sono aggiunte di recente, la modifica dell’art. 96 c.p.c. e l’introduzione dell’art. 614-bis c.p.c. ad opera della Legge n. 69/09), ma anche dalle numerose pronunce di legittimità che, proprio con riferimento al danno non patrimoniale, richiamano la “gravità del fatto” come parametro essenziale per la liquidazione del danno, senza considerare poi che di recente le Sezioni Unite, sia pure con specifico riferimento al risarcimento del danno nelle obbligazioni pecuniarie, hanno espressamente riconosciuto la necessità che lo strumento risarcitorio risponda alla finalità di disincentivare i fatti illeciti; c) se quindi il risarcimento del danno deve assolvere anche ad una funzione sanzionatoria, non può ammettersi che l’autore di un fatto illecito si trovi a dover risarcire meno per aver provocato un danno più grave.

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