Tribunale di Verona – Sentenza 20.3.2012(Sez. IV – Pres. MIRENDA – Est. VACCARI)

20 Marzo 2012 News

Contratti bancari – Intermediazione finanziaria – Swap – Commissione implicita – Natura – Esigibilità alla naturale scadenza del contratto o alla sua anticipata risoluzione – Infondatezza della domanda di restituzione delle commissioni implicite nella vigenza del contratto.

La c.d. “commissione implicita”, più correttamente definibile come margine lordo di intermediazione, non comporta, né al momento della conclusione di un contratto di swap né durante la vigenza di esso, un esborso a favore dell’istituto di credito da parte del cliente poichè consiste nella differenza tra il valore corrente (c.d. fair value) del contratto al momento della sua rilevazione e il fair value di analogo contratto stipulato, a condizioni praticate sul mercato, con soggetti terzi. Solo nel caso in cui il contratto di swap giunga alla sua naturale scadenza, o venga risolto anticipatamente, il cliente è tenuto a corrispondere all’istituto di credito il c.d. costo di uscita del derivato, comprensivo anche della c.d. commissione implicita; è, pertanto, incongrua ed infondata la domanda del cliente di condanna alla restituzione di una somma che si assume essere stata trattenuta dall’istituto di credito a titolo di commissioni implicite in relazione ad una serie di contratti di swap, oggetto di successive rinegoziazioni, l’ultimo dei quali sia ancora in vigore al momento della decisione.

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