Tribunale di Verona – Sentenza 7.3.2012 (Composizione monocratica – Giudice Lanni)

7 Marzo 2012 News

Obbligazioni e contratti – Mediazione – Diritto alla provvigione – Presupposto dell’identità dell’affare concluso con quello mediato – Nozione – Conclusione dell’affare da parte di soggetto diverso da quello che ha partecipato alle trattative – Irrilevanza
(1755 c.c.)

L’affare, la cui conclusione per effetto dell’intervento del mediatore genera il diritto di quest’ultimo alla provvigione, deve intendersi in senso generico ed empirico, come qualsiasi operazione di natura economica generatrice di un rapporto obbligatorio tra le parti, anche se articolatasi in una concatenazione di più atti strumentali, purché diretti nel loro complesso a realizzare un unico interesse economico, anche se con pluralità di soggetti; condizione perché sorga il diritto alla provvigione è l’identità dell’affare proposto con quello concluso, che non è esclusa quando le parti sostituiscano altri a sè nella stipulazione conclusiva, sempre che vi sia continuità tra il soggetto che partecipa alle trattative e quello che ne prende il posto in sede di stipulazione negoziale (principio espresso in una fattispecie di stipulazione di un contratto di leasing, comportante il subentro nella posizione dell’utilizzatore originario, invece che di un contratto di compravendita).

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