Tribunale di Verona – Sez.Fall. – Decreto 13.3.2012 (Pres. PLATANIA – Rel. D’AMICO)

13 Marzo 2012 News

Fallimento – Effetti del fallimento sul fallito – Liquidazione dell’attivo – Fallimento ante riforma – Acquisizione di beni alla massa – Condizioni.

L’art. 42 II co. L.F., nella sua formulazione originaria, veniva interpretato nel senso che l’acquisizione di beni sopravvenuti alla massa fosse sì automatica, ma subordinata in via risolutiva al concreto sussistere di un risultato positivo (trattandosi di beni sopravvenuti dopo la dichiarazione di fallimento che, invece di un arricchimento, avrebbero potuto causare, per i pesi ed oneri su di essi sussistenti, un depauperamento). Ai fini dell’acquisizione di un bene si richiedeva, pertanto, previa valutazione della convenienza di tale operazione,  l’emissione di un decreto ex art. 25 co. I n. 2 L.F. o l’inventariazione del bene stesso, in mancanza dei quali atti si sarebbe avuta un’implicita rinuncia ad ogni pretesa sul bene. Tali problematiche si agitavano anche pei beni non sopravvenuti, la cui realizzazione si dimostrava non conveniente o estremamente difficoltosa, dovendosi oggi aver presente che il legislatore della riforma, con le disposizioni di cui agli artt. 42 III co. e 104 ter VII co. L.F., ha sostanzialmente confermato la prassi e le opinioni formatesi ante riforma a proposito dei limiti alla automatica acquisizione dei beni alla massa.

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