Tribunale di Verona – Sez. Fall. – Decreto 13.3.2012 (Pres. PLATANIA – Rel. FONTANA)

13 Marzo 2012 News

Concordato preventivo – Vincolo di destinazione ex art. 2645 ter c.c. sui beni immobili del debitore – Scopo di preservazione del patrimonio – Inopponibilità ai creditori successivi alla costituzione del vincolo – Ragioni.

La lettera dell’art. 2645 ter c.c., introduttiva di norme volte a tutelare interessi di natura etico-solidaristica o di pubblica utilità, induce a ritenere l’inopponibilità del vincolo ivi previsto ai creditori successivi alla sua costituzione da parte del debitore che, apprestandosi a proporre domanda di ammissione al concordato preventivo, abbia posto in essere l’atto di segregazione dei propri beni immobili al solo scopo di evitare aggressioni al patrimonio e dispersione di valori; tale scopo, infatti, è già adeguatamente tutelato dalla norma (speciale rispetto a quella generale posta dall’art. 2645 ter c.c.) di cui all’art. 168 L.F., che vieta, a pena di nullità, l’inizio e/o la prosecuzione di azioni esecutive sul patrimonio del debitore. D’altro canto, ammettere l’opponibilità del vincolo ai creditori successivi equivarrebbe a rimettere all’arbitrio del debitore, anche al di fuori dei limiti oggettivi di cui all’art. 2645 ter c.c., le possibilità di concreta soddisfazione dei creditori, con evidente e sostanziale violazione del principio della par condicio.

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