Tribunale di Verona – Sez. IV – Sentenza 27.9.2010(Pres. RIZZO – Rel. LANNI)

27 Settembre 2010 News

Azione revocatoria ordinaria – Azione revocatoria fallimentare – Nozione di danno – Differenze – Onere della prova.
(2901 c.c. – 67 L.F.)

 

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A differenza della disciplina adottata per l’azione revocatoria ordinaria, nella revocatoria fallimentare la nozione di danno non è assunta in tutta la sua estensione giacchè il pregiudizio per la massa è presunto in ragione del solo fatto dell’insolvenza; si tratta peraltro di presunzione iuris tantum, superabile dal convenuto, sul quale grava l’onere di provare che in concreto il pregiudizio non sussiste.Mentre nella revocatoria ordinaria il pregiudizio arrecato dal debitore alle ragioni del creditore consiste nella insufficienza dei beni residui a costituire la garanzia patrimoniale,nella revocatoria fallimentare, che interviene riguardo ad atti compiuti quando è già sussistente lo stato di insolvenza, il carattere pregiudizievole dell’atto non può essere valutato in relazione alla eventuale sufficienza dell’attivo fallimentare – circostanza che non esclude l’insolvenza – ma deve essere valutato in relazione all’aggravamento dell’insolvenza stessa. Inoltre, la revocabilità ex art. 67 L.F. dei pagamenti di debiti scaduti, esclusi espressamente dalla revocatoria ordinaria (art. 2901 c.c., comma 3), presuppone che nella revocatoria fallimentare il danno possa consistere anche nella mera lesione della par condicio creditorum.

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