Tribunale di Verona – Sez. IV – Sentenza 9.4.2010(Pres. RIZZO – Rel. RIZZUTO)

9 Aprile 2010 News

Società di capitali – Fallimento – Amministratori e sindaci – Responsabilità – Quantificazione del danno – Differenza tra attivo e passivo – Ammissibilità del criterio per liquidazione equitativa – Limiti.

In tema di responsabilità di amministratori e sindaci, il danno loro imputabile non può essere identificato nella differenza tra attivo e passivo accertati in sede concorsuale, sia in quanto lo sbilancio patrimoniale della società insolvente può avere cause molteplici, non tutte riconducibili a condotte illegittime degli organi di gestione e controllo, sia in quanto questo criterio contrasta con il principio civilistico che impone di accertare l’esistenza del nesso di causalità tra condotta illegittima e danno. Il criterio ancorato alla differenza tra attivo e passivo può costituire parametro di riferimento per la liquidazione del danno in via equitativa, qualora sia accertata l’impossibilità di ricostruire i dati con la analiticità necessaria per individuare le conseguenze dannose riconducibili al comportamento degli amministratori o dei sindaci; pertanto, deve procedersi all’esatta ricostruzione del danno, senza ricorso alla liquidazione in via equitativa, nel caso in cui siano state analiticamente contestate le operazioni poste in essere dopo la perdita integrale del capitale sociale (in relazione alle quali deve essere individuato il danno patito dalla società per effetto della prosecuzione dell’attività nonostante il verificarsi delle condizioni di cui all’art. 2447 c.c.).

Cerca articoli sul sito