Pubblicazioni inappropriate su piattaforme web e reti informatiche per la ricerca di professionisti

24 Novembre 2025 News

Care Colleghe e cari Colleghi,

a tutti noi sarà capitato di imbatterci o di venire contattati da enti commerciali che offrono l’inserimento dei nostri dati professionali in un determinato circuito per favorirne la ricerca da parte del pubblico.

È noto altresì che la normativa vigente consente la pubblicità informativa “con qualunque mezzo, anche informatico” nei limiti di trasparenza, veridicità, correttezza e di non equivocità, ingannevolezza e suggestione (artt.10 LP e 35 CDF). Occorre tuttavia prestare attenzione al contesto e alle condizioni in cui l’ente commerciale gestisce l’esposizione dei nostri dati professionali su di una piattaforma di cui solo l’ente ha il controllo. E’ frequente il caso, infatti, in cui – prima o dopo l’adesione del professionista – la struttura ospitante presenti i propri inserzionisti/aderenti con indicazioni inveritiere e/o inappropriate. Si pensi alla ricorrente indicazione di avvocati “specializzati, selezionati, qualificati o certificati”: è evidente che l’esposizione di tali requisiti, oltre che non rispondente ai predetti canoni di veridicità e non ingannevolezza dell’informazione, potrebbe configurare, per il professionista, responsabilità disciplinare sotto il profilo del procacciamento di rapporti clientelari per il tramite di terzi o con modi non conformi a correttezza e decoro (art.37 C.D.F.) e ciò indipendentemente dalla precisa volontà o conoscenza di tale presentazione a iniziativa del sito ospitante e indipendentemente dalla natura gratuita o onerosa del rapporto con l’ente.

 

Il Consiglio invita tutti gli iscritti ad evitare di incorrere in tali pubblicazioni inappropriate.

 

Il Presidente

Avv. Mauro Regis

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