Sulle notifiche a mezzo PEC dopo il D.M. 29 dicembre 2023, n. 217

15 Gennaio 2024 News

Care Colleghe e cari Colleghi,

segnaliamo l’entrata in vigore dal 14.1.2024 del nuovo regolamento recante regole tecniche per l’adozione nel processo civile e penale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (reperibile qui).
Nei giorni scorsi si è diffuso l’infondato timore che il DM citato, nell’apportare modifiche alla norma regolamentare del DM 44/2011 in tema di processo e notifiche telematiche, con l’abrogazione dell’art 18 avrebbe reso impossibili le notifiche dell’avvocato a mezzo PEC.
Nulla di tutto ciò.
La notifica a mezzo PEC è e resta prevista direttamente da norma primaria ed è addirittura (sia pur con efficacia momentaneamente sospesa) diventata forma obbligatoria di notifica nella c.d. riforma Cartabia.
L’art 18 (si ripete, di una norma di livello regolamentare e quindi secondario) portava anche inutili ripetizioni di precetti primari (come la previsione che l’autentica degli atti notificati si fa in relata: cosa già esplicita nell’art 3 bis, comma 5, punto g della L. 53/1994).
L’unica norma il cui venir meno potrebbe apparentemente cambiare qualcosa è l’abrogazione della previsione che disponeva “5. La procura alle liti si considera apposta in calce all’atto cui si riferisce quando è rilasciata su documento informatico separato allegato al messaggio di posta elettronica certificata mediante il quale l’atto è notificato. La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche quando la procura alle liti è rilasciata su foglio separato del quale è estratta copia informatica, anche per immagine.
Ora, a parte ogni considerazione sulla necessità, nel mondo telematico, di restare ancorati a “fictio iuris” come quella considerata, ancora il venir meno della norma non cambia nulla.
Basti rileggere con attenzione l’art 83 del cpc che testualmente recita, alla fine del comma 3: “Se la procura alle liti è stata conferita su supporto cartaceo, il difensore che si costituisce attraverso strumenti telematici ne trasmette la copia informatica autenticata con firma digitale, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e trasmessi in via telematica” che può benissimo applicarsi al caso di specie, anche in assenza di norme regolamentari specifiche.
E’ appena il caso di richiamare la giurisprudenza che ritiene sempre non necessario notificare la procura, cosa ritenuta utile solo a provarne il conferimento prima dell’atto nei casi in cui non sia già stata depositata in un fascicolo telematico.
Dunque, si può continuare a notificare a mezzo PEC come prima.

 

Il Consigliere Delegato per l’Informatica
Avv. Francesco Tregnaghi

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