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Verbale riunione 13 aprile 2007

Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona
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COMMISSIONE DEONTOLOGIA
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Convocata dal Coordinatore, la Commissione si è riunita oggi 13 aprile 2007 alle ore 11,30 presso la sede del Consiglio dell’Ordine in Verona, Piazza dei Signori n. 13. Presenti: il Coordinatore Avv. Danieli, il Segretario Avv. Bonanno, e gli Avvocati Mauro Regis, Cristina Begal, Paolo Bogoni, Adriano Vianini, Maurizio Tolentinati. Assenti giustificati: gli Avvocati Alessandro Rigoli, Luca Venturini, Emanuela Pasetto, Michele Tommasi e Franco Vinci.

Ordine del giorno:
1) Nuovo regolamento sulla formazione permanente;
2) Richieste di parere degli iscritti;
3) Varie ed eventuali.

Sul punto 1): si esaminano le più recenti istanze sull’attuazione del regolamento CNF 18.1.2007. Dopo approfondita discussione:
- la Commissione prende atto della ritenuta necessità da parte di alcuni Ordini (Venezia) di procedere al recepimento del regolamento nazionale con provvedimento proprio, anche derogatorio. Sul punto si ritiene opportuno, a questo punto, evitare l’eccesso (ed il contrasto locale) normativo e che eventuali esigenze di modifica siano portate dai COA al CNF come proposte di revisione;
- i Consiglieri Begal e Vianini si incaricano di tenere informata la Commissione di ogni iniziativa dell’Unione Triveneta;
- la Commissione non condivide la posizione di protesta tenuta dall’ANF nazionale (con deferimento della valutazione all’AGCM)) sull’operata riserva, da parte del CNF, agli Ordini ed a se stesso dell’attività di “accreditamento” delle attività formative. E’ evidente che la funzione di valutazione della preparazione degli iscritti e di garanzia della qualità dei servizi prestati nei confronti del pubblico, spetti agli organi istituzionali di categoria, detentori del potere disciplinare, di tenuta degli albi, di redazione delle tariffe e, secondo il consolidato orientamento della Cassazione, anche di quello regolamentare – deontologico. Alle associazioni spetta il diverso compito di rappresentare gli interessi di categoria in favore degli istritti: ad esse pertanto deve competere l’organizzazione di corsi ed eventi formativi, ma non il loro accreditamento al fine della certificazione degli obblighi formativi, esattamente come avviene per altre professioni regolamentate (es.: Notai) e per i pubblici dipendenti (es.: ULSS)(*).
- Sul tema dei costi dell’aggiornamento professionale la Commissione sottolinea l’importanza della fondazione veronese ed auspica che i costi rimanenti possano venire assorbiti dall’aumento, per quota fissa, del contributo annuo collegiale di iscrizione e non come costo del singolo percorso formativo scelto dall’iscritto, che porterebbe ad inopportune influenze sulla scelta da parte del medesimo e dell’autorità accreditante;
- Si auspica una circolare consiliare esplicativa dei nuovi obblighi e di programma; la Commissione resta a disposizione del Consiglio, sul punto.
- La Commissione auspica infine l’apertura del dialogo, prima in sede di programmazione interna e poi parlamentare, sull’introduzione normativa delle specializzazioni.

Sul punto 2):
Vengono esaminate due richieste di parere inoltrate dal Consiglio:
- prot. 1838 – richiesta per conto dell’xxxxxxx. Si richiede, in sostanza, autorizzazione a strutturare una rubrica web di consulenza legale gratuita in favore delle xxxxx associate, da parte di circa quindici Colleghi interessati.
Dopo approfondita discussione la Commissione approva e conferma il tradizionale orientamento deontologico di liceità della prestazione gratuita per motivi filantropici, morali, sia in forma individuale che collettiva, con ovvia esclusione dei profili promozionali di tali attività. Ritiene tuttavia che la linea di confine nell’individuazione della singola attività “meritevole” resti molto delicata e si possa prestare a pericolose aperture (si pensi al moltiplicarsi di meritevoli associazioni di volontariato).
Ciò premesso, il parere della Commissione è favorevole, con suggerimento delle seguenti accortezze:
- l’oggetto delle consulenze resti legato a problematiche inerenti l’oggetto dell’associazione xxxxxx;
- la consulenza venga prestata solo in favore di iscritti all’associazione;
- la prestazione sia integralmente e non parzialmente gratuita;
- l’elenco degli avvocati partecipanti ed il servizio di consulenza vengano inseriti e svolti in zona web ad accesso riservato e protetto, con il massimo riguardo per gli obblighi di riservatezza e segreto (art.9 CDF) e di tutela di riservatezza e sicurezza nel trattamento dati personali degli utenti (D.lgs 196/2003);
- l’elenco degli avvocati partecipanti (necessario per ragioni di trasparenza nei confronti degli utenti) sia presentato solo con i seguenti dati: nome, cognome, foro di appartenenza e quindi con esclusione di recapiti ed altre indicazioni che possano consentirne l’acquisizione diretta di clientela;
- nella singola prestazione di consulenza, si conservi l’anonimato del professionista;
- l’avvocato non potrà in ogni caso assumere il patrocinio giudiziale e/o altro incarico di rappresentanza anche stragiudiziale.
Infine, sull’espressa richiesta in ordine all’applicabilità dell’art.17, I, lett. B la Commissione ne rileva l’intervenuta modifica, con delib. CNF in data 16.12.2006-18.1.2007. Allo stato attuale l’espresso divieto di consulenza gratuita per mezzo di Internet non è più contemplato nel testo del vigente art.17.
La prestazione gratuita resta in ogni caso vietata nel caso in cui venga utilizzata come strumento promozionale della propria attività, essendo consentita la pubblicità meramente informativa delle attività svolte, con i limiti della veridicità, non comparatività, riservatezza e correttezza. Al di fuori di tali limiti ogni condotta volta all’acquisizione di clientela con modalità non conformi a correttezza e decoro deve ritenersi illecito deontologico ai sensi dell’art.19 CDF.
Internet deve peraltro considerarsi uno strumento di “diffusione” dell’informazione, al pari degli altri mezzi mediatici. Pertanto i limiti di utilizzo del servizio sono quelli indicati dall’art.18 CDF. Il can. III prescrive che sia consentito all’avvocato, previo parere favorevole del Consiglio dell’Ordine di appartenenza, di “tenere o curare rubriche fisse su organi di stampa con l’indicazione del proprio nome e di partecipare a rubriche fisse televisive o radiofoniche”.
Gli accorgimenti sopra indicati e suggeriti appaiono consoni al rispetto della citata normativa deontologica, sia sotto il profilo della gratuità, che sotto quelli della riservatezza e del rispetto dei divieti di accaparramento.

- richiesta di parere dello Studio yyyyyyy sulla brochure informativa trasmessa nel mese di marzo 2007.
La Commissione rileva preliminarmente che i nuovi testi degli artt.17 e 17-bis CDF (riformulati da ultimo con delib. CNF 16.12.2006 – 18.1.2007) non contemplano più fra i mezzi di informazione consentiti “le brochures informative, previa, per queste ultime, approvazione del Consiglio dell’ordine dove lo studio ha la sede principale”, come nella precedente formulazione. Ciò non di meno lo strumento informativo deve ritenersi, in astratto, consentito con i limiti teleologici e contenutistici indicati nel testo vigente delle soprarichiamate disposizioni.
Il parere preventivo non è obbligatorio e ciò deve ritenersi una innovazione positiva, come più volte osservato da questa Commissione, sia per la difficile configurabilità giuridica del “parere” nel quadro della normativa professionale, sia per la ragion pratica, costantemente evidenziata dal Consiglio, che tali pareri possono venirsi a porre in contrasto con il successivo esercizio, nel caso concreto, da parte del Consiglio stesso, del proprio potere disciplinare (si pensi, ad exemplum tantum, alla brochure informativa, previamente approvata, che venga successivamente impiegata con modalità diffusive non consentite e contrarie al disposto dell’art.19 CDF).
La Commissione, secondo il proprio costante orientamento, ritiene che il miglior strumento di collaborazione e trasparenza rimanga quello dell’auto-segnalazione. Invita pertanto gli iscritti, nel caso in cui si trovino in qualunque situazione di dubbia prospettazione deontologica e/o di incertezza, ad inoltrare al Consiglio una semplice segnalazione. Sarà il Consiglio, previa, se ritenuto, consultazione di questa Commissione di studio, a convocare l’iscritto per i chiarimenti del caso.
La certificazione di qualità, invece, sempre secondo il nuovo testo, rientra fra i dati informativi facoltativi. Per essa è previsto che “L’avvocato che intenda fare menzione di una certificazione di qualità deve depositare presso il Consiglio dell’Ordine il giustificativo della certificazione in corso di validità e l’indicazione completa del certificatore e del campo di applicazione della certificazione ufficialmente ricono-sciuta dallo Stato”.
Ciò premesso, la Commissione, esaminate la brochure trasmessa dal Consiglio e l’allegata certificazione di qualità, ed osserva:
- si colgono numerosi riferimenti a “specializzazioni” richieste e/o spettanti allo studio. Il nostro Ordinamento professionale non prevede attualmente l’esistenza di “specializzazioni” extrauniversitarie, ma solo settori di esercizio professionale e attività prevalenti svolte nell’ambito di essi;
- la aree di intervento dello studio indicate (n.21) appaiono sovrabbondanti (soprattutto in relazione al numero effettivo degli associati indicato (n.2); gli altri professionisti citati nella pag. “La Storia”, non sono indicati nominativamente), onnicomprensive e pertanto poco significative per l’utenza;
- va precisato che la certificazione di qualità si riferisce alla qualità dell’organizzazione e non alle prestazioni professionali e che è stata rilasciata solamente per la sede di Verona, via eeeeee n.70 e non alle altre indicate.

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Null'altro avendo a discutere, la seduta viene tolta alle ore 13,00.

Il Segretario
Avv. MARIA S. BONANNO

Il Coordinatore

Avv. GIANNANTONIO DANIELI

(*) Con comunicazione del 27.4.2007, presa visione del presente verbale, l’Avv. Alessandro Rigoli ha fatto pervenire alla Commissione la seguente nota:
“Ho visto il verbale della seduta del 13 aprile 2007 e mi permetto di dissentire - nel metodo e nella forma - in ordine alla puntualizzazione fatta dalla Commissione nei confronti della - peraltro legittima - iniziativa di ANF nazionale sulla formazione professionale.
Molto si potrebbe discutere sul tema, ma una cosa è senz'altro certa: sottrarre alle associazioni - a tutte - il potere di accreditamento al fine della certificazione degli obblighi formativi, pare francamente fuori dal tempo e fuori dalla realtà.
Vorrei solo far notare - e per delicatezza mi riferirò a tutte le altre associazioni operanti a Verona escludendo ANF che ha rappresentato e rappresenta un serbatoio di eventi culturali e di aggiornamento difficilmente eguagliabile - che nel nostro territorio le iniziative convegnistiche partite dal COA, rispetto a quelle delle associazioni sono di gran lunga inferiori per numero e frequenza.
Allo stato, non è dato riscontrare in capo al Consiglio Nazionale Forense alcuna potestà regolamentare in materia (che pure pretende di esercitare), ciò concretando una evidente violazione del principio di legalità, secondo il quale ogni potere pubblico deve trovare la sua fonte in una previsione di carattere legislativo e deve essere esercitato nell'ambito dello schema preordinato dalla legge.
Il che, evidentemente, legittima seri e fondati dubbi sull'efficacia vincolante del regolamento.
L'accentramento in capo al CNF e ai Consigli degli Ordini di funzioni diverse e peraltro tra loro in evidente conflitto (accreditamento, formazione, verifica) comporta un ulteriore problema di compatibilità dello strumento regolamentare con la normativa vigente in materia di libera concorrenza; Quanto al merito :
i meccanismi di "formazione professionale permanente" attraverso l'attribuzione di crediti, secondo le deludenti modalità già sperimentate da altri Ordini Professionali, devono ritenersi assolutamente inadeguati rispetto alla dichiarata finalità di "tutelare l'interesse pubblico al corretto esercizio della professione e di garantire la competenza e la professionalità dei propri iscritti nell'interesse della collettività", in quanto il sistema ipotizzato renderà formalmente identiche le competenze professionali di quanti avranno conseguiti i crediti, senza però che alla forma corrisponda un effettivo riscontro delle aumentate capacità professionali di ciascuno.
L'unica valida alternativa è rappresentata dalla realizzazione di un diffuso circuito di specializzazioni verificate, anche secondo la espressa previsione del disegno di legge sulla riforma delle professioni intellettuali in discussione al Parlamento, che consentirà al cliente - consumatore di essere preventivamente informato sulle effettive competenze e professionalità dell'avvocato e di scegliere, annullando ogni eventuale asimmetria informativa, il proprio legale di fiducia.
Pertanto, quale membro della Commissione Deontologia, ma anche nella mia veste di Presdiente locale di ANF, chiedo che queste osservazioni vengano inserite nei verbali della Commissione, esprimendo il mio dissenso in ordine a quanto emerso - evidentemente all'unanimità - nella seduta del 13 aprile 2007.
Cordialmente.
Alessandro Rigoli”