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Verbale riunione del 21 giugno 2019

Ordine degli Avvocati di Verona

Commissione Deontologia

 

Convocata a mezzo e-mail, la Commissione si è riunita oggi 21 giugno 2019, alle ore 12,00 presso la sede del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati in Verona, Via Teatro Ristori n. 1.

Presenti: i Consiglieri Luca Sorpresa e Sabrina De Santi, nonché il Coordinatore Laura Coato, il Segretario Lorenzo Taddei ed i Componenti Ginetta Bono, Silvio Brentarolli, Stefania Carlisi, Valeria Cataldi, Erika Franchetto, Marcello Morgante, Marta Bussola, Federico Cena, Emilia Greco, Samantha Rigo, Luigi Sergi.

Assenti giustificati: Paolo Bogoni, Monica Rizzi, Claudia Valentini, Rachele Gonzato.

 

Ordine del giorno:

1) Organizzazione di eventi formativi sulla corrispondenza riservata e rapporto di colleganza, nonché sulla pubblicità ed accaparramento della clientela;

2) Varie ed eventuali.

 

Con riferimento al primo punto dell’ordine del giorno, dopo una preliminare discussione in cui si è ipotizzato la fissazione del/i convegno/i nella seconda metà del mese di ottobre p.v., demandando alla Coordinatrice di sentire la disponibilità dei componenti del CDD Avv.ti Marisa Bonanno e Mauro Regis come relatori sulle due tematiche sopra individuate, con riserva di stabilire nella prossima convocazione se organizzare sugli argomenti proposti un unico convegno di tre ore o due convegni in giorni distinti, rispettivamente di tre e due ore ciascuno.

I componenti della Commissione si sono poi suddivisi nei due gruppi di lavoro, già costituiti nel corso della seduta precedente.

 

Gruppo sul tema “corrispondenza riservata e rapporto di colleganza” (Lorenzo Taddei, Ginetta Bono, Silvio Brentarolli, Stefania Carlisi, Valeria Cataldi, Erika Franchetto e Marcello Morgante)

Dal confronto con i colleghi è emersa l'idea di rendere più coinvolgente la esposizione del relatore mediante l'ausilio di un membro della commissione che provveda eventualmente a

formulare domande concordate in modo da rendere più colloquiale la dissertazione.

Le tematiche individuate sono le seguenti:

1) producibilità e facoltà di consegna al cliente di corrispondenza contenente proposte transattive o rifiuto delle stesse ed al contempo espressioni offensive nei confronti del cliente;

2) validità delle clausole di riservatezza e non producibilità poste da soggetto non avvocato e della stessa clausola apposta a corrispondenza inviata da un avvocato a soggetto terzo;

3) nell'ambito invece dell'obbligo di non riferire in giudizio la corrispondenza contenente proposte transattive si evidenziano le problematiche insorte quando il giudice, in sede di proposta conciliativa, disponga che i legali depositino in giudizio le comunicazioni con le offerte transattive scambiate; sempre in tale ambito la liceità di riportare al giudice (particolarmente all'udienza presidenziale e su richiesta di questi) il contenuto delle proposte conciliative intercorse tra i legali delle parti;

4) liceità dell'uso della PEC tra colleghi;

5) sovente mancato rispetto dell'obbligo di comunicare al collega avversario la interruzione delle trattative stragiudiziali.

 

Gruppo sul tema “pubblicità ed accaparramento della clientela” (Laura Coato, Marta Bussola, Federico Cena, Sabrina De Santi, Emilia Greco, Samantha Rigo, Luigi Sergi e Luca Sorpresa)

Durante la discussione è emerso che l’interesse prevalente sarebbe quello della disciplina della pubblicità attraverso i social network ed in particolare della possibilità di un eventuale controllo circa il loro uso appropriato.

Per un maggior coinvolgimento dei partecipanti, la proposta sarebbe quella di organizzare un convegno che partendo da una serie di casi concreti evidenzi le problematiche relative

all’applicazione delle norme deontologiche in tale ambito.

In particolare si sono individuate le seguenti problematiche:

1) Se l’apertura di un mero profilo, ad es., Linkedin, che potrebbe contenere la stessa pubblicità informativa di un dominio, debba essere comunicato al COA o se debba esserlo solo in relazione al suo contenuto, problema tanto più delicato con riferimento all’uso di piattaforme web, come YouTube, che consentono di condividere e visualizzare in rete contenuti multimediali senza neppure un obbligo di registrazione e quindi di controllo.

2) Ci si è chiesti, poi, se sia possibile inserire nel proprio sito o comunque nella propria “attività informativa” riferimenti pubblicitari di soggetti terzi, anche mediante l’uso di banners o links a siti di operatori commerciali, se una simile pratica possa ritenersi legittima ed in che cosa allora si differenzi dall’avvocato che ha il proprio studio presso la sede di un’impresa commerciale o insieme ad altri professionisti, che pur essendo iscritti in appositi Albi, in realtà ben poco hanno a che spartire con la nostra professione (dentisti, piuttosto che veterinari), per non parlare poi di attività di studio gestiti in spazi promiscui comuni (coworking).

3) Fin dove queste modalità possono configurare forme scorrette di accaparramento della clientela o debbano considerarsi almeno in parte lecite a fronte dell’evoluzione “negativa” della nostra professione nell’ultimo decennio (si pensi ai tanti colleghi che sono stati costretti a portare lo studio all’interno della propria abitazione).

4) Collegato a ciò è poi l’uso di piattaforme che a pagamento mettono “all’asta” eventuali consulenze o millantano l’acquisizione di clientela dopo una “prima consulenza gratuita”.

O ancora l’uso di keyword (a pagamento) per una maggiore visibilità su Google.  

A questo punto i partecipanti si riservano di approfondire nel corso del prossimo incontro le tematiche, solo accennate, dell'esercizio della professione in casa o presso luoghi come co-working o in colleganza ad altre figure professionali e/o commerciali.

 

2) Varie ed Eventuali

Non si evidenzia alcun ulteriore argomento di discussione.

 

La Commissione si aggiorna e rinvia alla prossima seduta da convocarsi per la prosecuzione dei lavori.  

La seduta viene tolta alle ore 13,40.

 

F.to Il Consigliere verbalizzante

       Luca Sorpresa